Pillole di sapere

Sanificazione UV-C

RAGGI UV-C 1


Aria INsalubre? No, grazie!

Covid 19 ma non solo …  micro drops e respirato in generale sono un “formidabile” veicolo di trasmissione per virus e batteri.

Difatti la migliore difesa è e continua ad essere la mascherina.

E quando siamo costretti a toglierla?

Sanificare l’ambiente e l’aria che respiriamo diventa indispensabile per svolgere le nostre attività quotidiane in totale sicurezza e tranquillità.

La sanificazione mediante luce UV-C è una procedura introdotta decenni fa nel trattamento delle superfici industriali e per la disinfezione dell’acqua potabile; dal 2007, inoltre, i sistemi di disinfezione UV per interni sono stati introdotti per la prima volta negli ospedali.

Le radiazioni UV-C sono anche dette “germicide” per la loro capacità di uccidere batteri ed inattivare virus modificando il loro materiale genetico, rendendoli incapaci di riprodursi ed arrestandone, dunque, la proliferazione.

 

Grazie alla tecnologia a raggi UV-C è possibile ridurre del 99% la carica batterica e virale di un campione.

Le lampade UV-C più sicure sono quelle a LED, in quanto producono una ristretta banda di UV in termini di lunghezza d’onda, non contengono mercurio e non vanno incontro a surriscaldamento.

I raggi UV-C disinfettano senza lasciare residui e permettono di evitare o ridurre l’uso di disinfettanti chimici, che invece possono rilasciare eccedenze pericolose.

La sanificazione a raggi UV-C è l’unica che si può fare in presenza continua, senza dover areare i locali, come ad esempio necessario nel caso dell’ozono.

L’efficacia delle radiazioni UV-C è stata testata anche sul virus SARS-CoV-2.

Uno studio in vitro condotto utilizzando il virus estratto da pazienti Covid-19 e dispositivi DUV-LED (Deep Ultraviolet Light-Emitting Diode) a 280 nm (UV-C), ha dimostrato che tali fonti di UV inattivano rapidamente il virus, riducendo la possibilità di infezione mediante aerosol o contatto.