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Pillole di sapere

Breath Test

BREATH-TEST-

 

Cos’è il Breath Test?

Con il termine breath test si indica una serie di analisi non invasive solitamente utilizzate in caso di sospetta intolleranza alimentare, sindromi da malassorbimento o anche per identificare una infezione da H. pylori.

Come indicato dal nome stesso, si tratta di analisi del respiro (= breath) del paziente alla ricerca di un indicatore, che può essere l’idrogeno o anidride carbonica marcata. Esistono, pertanto, due tipologie di breath test, che si distinguono proprio in base a ciò che l’analisi cerca di rilevare:
i breath test all’idrogeno e l’urea breath test.

 

Breath test: il principio

Che si tratti di un test all’idrogeno o all’urea, il principio di funzionamento del breath test è sempre lo stesso: l’introduzione del substrato, nei soggetti che hanno carenze enzimatiche, infezioni batteriche o problemi di assorbimento, determina una fermentazione del substrato stesso che produce idrogeno, metano e/o anidride carbonica, che possono essere evidenziati nell’espirato del paziente, misurandone la presenza in ppm (parti per milione). Ciò che si valuta, in particolare, è un aumento nell’emissione di tali gas rispetto alla condizione di base e pertanto il test inizia con la raccolta di un campione di respiro del paziente a digiuno, in modo da poter definire il cosiddetto valore soglia, cioè quello oltre il quale il test risulta positivo.
Questo valore si ottiene misurando il contenuto di idrogeno o anidride carbonica del primo campione ed aggiungendo 20 ppm a tale valore. Quindi, se ad esempio il primo campione fa registrare 5 ppm, il valore soglia sarà di 25 ppm.

 

 

Perché fare un breath test?

Abbiamo visto che i breath test sono ormai da anni accettati dalla comunità scientifica che ripone in essi grande fiducia. Questo, più di qualsiasi altro motivo, unito alla non invasività, ha decretato il successo di questa tipologia di analisi. 

Pur chiedendo al paziente di assumere qualcosa che può dare origine a sintomi (ma i substrati vengono assunti in dosi ridotte che comunque non devono mascherare l’eventuale comparsa di sintomi, che è fondamentale ai fini dell’esito del test), rimangono test che non presentano alcun rischio o disagio per il paziente, al di là della lunghezza dell’esame.

Per fortuna ormai da tempo sono disponibili, nei laboratori, in farmacia o dagli specialisti, kit che consentono anche a coloro che per vari motivi non possono assentarsi da casa o dal lavoro per l’intera mattinata, oppure che vivono in località dove non esiste la possibilità di eseguire il test, di sottoporsi all’analisi senza alcuna difficoltà.
I campioni così raccolti vengono inviati in laboratorio e qui analizzati con apparecchiature di ultima generazione che garantiscono un risultato pienamente affidabile.

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