Celiachia

Gli esami per la diagnosi della celiachia sono, ad oggi, effettuati per mezzo di una biopsia a livello dell’intestino tenue, cioè il prelievo di un frammento di questo tratto intestinale per consentire la valutazione di una eventuale atrofia dei villi, condizione che determina il mancato riassorbimento di importanti nutrienti che porta alla comparsa dei sintomi. Da alcuni anni, l’Italia ha approvato un nuovo protocollo da utilizzare per la diagnosi in età pediatrica in modo da poter evitare, se possibile, la biopsia. Esistono, comunque, altri metodi di screening meno invasivi, non diagnostici, ma con una elevata specificità:

  • Test anticorpali: rilevano la presenza di anticorpi specifici che l’organismo produce nel momento in cui inizia a difendersi dalla presenza del glutine;
  • Test genetici: valutano la presenza o assenza di particolari caratteristiche genetiche che possono favorire l’insorgenza della patologia;
  • Breath test al sorbitolo: serve per verificare l’eventuale malassorbimento del sorbitolo che si osserva nei soggetti celiaci che assumano regolarmente glutine.

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